Sono un Counselor professionale a mediazione corporea e della riprogrammazione mentale, Sociologa, con una attenzione, costante alla comunicazione e alla relazione, l’iter formativo è rispondente ai requisiti (traning standard) definiti dall’Associazione di categoria (Assocounseling) dalla quale sono riconosciuta, in accordo con la European Association for Counseling (EAC) e Federcounseling.

Attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi come previsto dall’art.4 della legge 14 gennaio 2013, n.4 Cert-0120-2014.

Questa figura professionale si differenzia dallo Psicologo e dallo Psicoterapeuta , infatti non chiede al cliente di ripercorrere il suo passato, non analizza i suoi vissuti, o cerca di comprendere le motivazioni delle sue problematiche nella sua infanzia, nelle sue prime relazioni, l’approccio è invece fenomenologico, l’attenzione è al qui ed ora.

Il Counselor non fa terapia né diagnosi, è un incontro tra due persone, il Counselor e il cliente, che non è un paziente, non tratta patologie, non invade il campo delle professioni dello Psicologo e dello Psicoterapeuta, ma come un consulente accompagna il cliente alla scoperta delle sue risorse, che non sa di possedere, alla valorizzazione delle stesse da una diversa prospettiva.

Il cliente è una persona che vive situazioni di grande sofferenza e di dolore, di rabbia e desidera essere ascoltato, senza giudizio, che vuole intraprendere un percorso di crescita personale e di cambiamento, con l’obiettivo di rafforzare le proprie risorse personali, trasformare questo momento di sconforto in una opportunità di cambiamento.

Rivolgiti al Counselor per problemi che non riguardano la patologia ma per relazioni interpersonali insoddisfacenti, crisi matrimoniali, tradimenti, stress, incapacità di prendere delle decisioni, separazioni, lavoro, mobing in ambito lavorativo. Il Counselor lavora sull’ascolto, non giudica, non dà consigli ma accoglie il cliente con empatia e congruenza, ma soprattutto con autenticità.

Spesso le persone si possono trovare a dover scegliere tra due alternative, nella difficoltà di prendere una decisione ed anche quando viene presa si trovano in dissonanza cognitiva.

Cosa è la DISSONANZA COGNITIVA? Vi faccio un esempio, io so che il fumo fa estremamente male, ma continuo a fumare pur sapendo che è in contraddizione con quello che penso rispetto alla mia salute e al mio benessere.

Ci troviamo quindi a pensare una cosa e poi farne un’altra senza renderci conto di avere due idee incompatibili.

E’ chiaro che questa situazione provoca malessere, le nostre credenze non corrispondono a quello che facciamo, per ridurre quindi la dissonanza ci creiamo delle ristrutturazioni cognitive, cioè dico a me stessa, “il fumo fa male ma mi calma e sto meglio, raccontiamo a noi stessi delle storie, MENTIAMO.

Il lavoro del Counselor è far prendere consapevolezza al cliente di ciò che desidera per vivere meglio in armonia con tutto ciò che ci circonda, aiutarlo a prendere delle decisioni, ma soprattutto crescere e migliorare è lo scopo del viaggio che porterà frutti se il primo ci metterà passione e dedizione, se saprà infondere nel cliente una sensazione di fiducia oltre che di accoglienza, un ascolto attento, empatia la capacità di entrare nel mondo dell’altro, di mettersi nei panni dell’altro senza giudizio, con comprensione e congruenza.

Abbiamo una serie di A, iniziamo da

AMORE

AUTENTICITA’

ACCETTAZIONE

ASCOLTO

APERTURA

ACCOGLIENZA

L’obiettivo del Counselor è migliorare a qualità della vita dei suoi clienti, è semplicemente una relazione di aiuto, TI AIUTO AD AIUTARTI, perché sarà proprio il cliente che dalla relazione scoprirà i suoi punti di forza, le sue risorse.

PRENDI COSCIENZA DEL TUO VALORE E DELLA TUA CAPACITA DI CAMBIAMENTO inizia questo viaggio insieme a me, anche per me sarà una nuova scoperta, che ci farà esplorare il raggiungimento di nuovi risultati.

Come nasce e dove il Counseling?

Il Counseling nasce intorno agli anni 20 negli Stati uniti, come vera figura professionale, negli anni 30 arriva in Europa, mentre in Italia dobbiamo aspettare gli anni 80, all’inizio serve da supporto nei servizi sociali, si interessa della cura dell’altro, ma non del “curare l’altro” che si differenzia sostanzialmente, non parliamo di curare la patologia ma far sì che l’individuo riesca a potenziare le proprie risorse e a creare le condizioni relazionali per far sì che il cliente possa raggiungere uno stato di benessere.

Il cliente stesso trova la strada per il suo cambiamento e si riappropria delle proprie capacità di relazione ed adattamento.

Attraverso l’ascolto e l’empatia la persona è in grado di attivare i suoi punti di forza per risolvere i suoi problemi, che possono essere scolastici, familiari, relazionali, professionali.

Molti non conoscono la figura del Counselor, sicuramente in Inghilterra e in America è più in auge, ma cosa è esattamente i Counseling? È un incontro tra due persone face to face, la persona che si rivolge al Counselor ha delle difficoltà che non riesce a gestire da sola, ha desiderio semplicemente di comprendere come può risolvere alcune sue difficoltà. Il Counselor soprattutto per la dedizione e la passione per il suo lavoro oltre alle sue competenze, aiuta la persona a prendere coscienza delle sue problematiche, a gestirle, e avere maggiore consapevolezza dei suoi vissuti.

Perché scegliere me come Counselor? Semplice, perché amo questa professione, ci metto il cuore, la passione e la professionalità, perché mi prendo cura di te, con empatia e comprensione.

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